La nostra storia

L’intero percorso è iniziato nel 2013 quando la UILP propose e condivise con le altre due sigle Sindacali dei Pensionati un progetto sull’abbattimento delle barriere  architettoniche a Bologna. 

Pertanto, nell’ambito della collaborazione che contraddistingue i rapporti tra le tre Sigle dei Pensionati bolognesi SPI, FNP e UILP, si formalizzò la costituzione di un Gruppo di Lavoro il cui obiettivo era predisporre degl’interventi mirati alla realizzazione del progetto.

Sin dall’inizio il Gruppo costituito si propose di agire su due fronti:

  • da un lato, accogliere le segnalazioni dei cittadini degli ostacoli costituiti da barriere fisiche che impediscono una reale accessibilità e mobilità sia nell’ambiente urbano che nel proprio alloggio;
  • dall’altro, fare emergere quegli aspetti di forza rappresentati dalla partecipazione attiva dei cittadini rispetto all’individuazione e superamento degli ostacoli che impediscono una piena realizzazione di “appartenenza alla comunità”.

In un primo tempo vennero individuati tre quartieri (San Donato, San Vitale e Navile) per un’azione in collaborazione con gli Organi Istituzionali degli stessi, per identificare problematiche insite nella mobilità e sollecitare segnalazioni dei cittadini.

Se in un primo tempo l’individuazione dei tre quartieri era necessaria come esperienza pilota per affinare metodologie ed obiettivi di lavoro del Gruppo stesso, successivamente l’iniziativa è stata estesa a tutto il territorio metropolitano.

Il Gruppo iniziale ha partecipato attivamente in questi anni a vari tavoli tecnici (Comune di Bologna, ACER, Comune di Anzola dell’Emilia) e ad altrettante iniziative (Università, Centri Sociali, incontri con Ordini Professionali) per la programmazione degl’interventi già in essere o quelli in via di previsione per un totale di 152 incontri dal 2013 ad oggi.

Il Gruppo ha sempre agito nella convinzione che un ambiente a misura di “tutti” non può che portare al benessere dell’intera collettività e che, oltre alle barriere fisiche che rendono un ambiente disabilitante, c’è una cultura su cui agire per realizzare la piena partecipazione delle persone alla vita di una comunità.

Già al suo esordio, i componenti del Gruppo di Lavoro intersindacale hanno messo in comune le diverse specificità acquisite in ambito lavorativo ed esperienziale, rendendolo complessivamente completo sotto diversi profili.

Inoltre è stato intrapreso un percorso formativo in collaborazione con il “CAAD-Centro per l’Adattamento Ambiente Domestico” per sempre meglio integrarsi ed arrivare ad una progettualità di interventi sempre più mirata.

Nel corso degli anni è stato elaborato del materiale tra cui delle ”Schede di segnalazione” ed  un “opuscolo” in cui si evidenziavano i percorsi necessari per affrontare temi legati alla disabilità.

Un lavoro specifico è stato fatto negli anni 2017/2018 con il Comune di Anzola dell’Emilia, in cui si è affrontata nel concreto la realizzazione di un Piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche in un progetto ad ampio respiro, concordato e condiviso con l’Amministrazione Comunale.   Ci si è fatti carico, con una presenza costante di 14 mesi, assieme ad Associazioni di Volontariato del territorio, di uno “sportello” che si è prefissato:

  • da un lato, accogliere le segnalazioni dei cittadini di tutti quegli ostacoli costituiti dalle barriere fisiche e culturali,
  • dall’altro, far emergere quegli aspetti di forza rappresentati dalla loro partecipazione attiva nell’affrontare i temi in oggetto.

Obiettivo politico del Gruppo di Lavoro

Da subito, il Gruppo si è reso conto che il superamento delle barriere architettoniche era congiunto ad un’idea molto più ampia e importante:  era limitativo pensare alla sola barriera fisica e non vedere le problematiche connesse e questo ha determinato l’impronta della missione del nostro Gruppo.

Il vero ostacolo era andare oltre la visione dell’ascensore, che ovviamente è importante, ma far nascere e crescere il concetto e la consapevolezza del diritto. Nel nostro “Opuscolo” citiamo la Costituzione, in quel documento c’è l’essenza di questo concetto, ben altro che la necessità di installare ascensori come molti, forse troppi, hanno interpretato.

Abbiamo pensato che, per andare oltre, occorreva la consapevolezza del diritto, della libertà di religione, di etnia, di pensiero, di genere e di una socialità che non può e non deve essere impedita da un ostacolo che può essere rimosso o pensato in un modo diverso perché sono un disabile, una persona di colore o una donna.

La Costituzione è per tutti, non solo per alcuni che la possono leggere o conoscere.

La nostra battaglia, da subito, è stata quella di vincere la non-conoscenza, la rassegnazione e far crescere la voglia di battersi per questi valori, coinvolgendo tutte le persone, le forze sociali, le Istituzioni e il grande mondo del Volontariato.    Una battaglia che è tutt’altro che vinta, anche se molto è stato fatto.

Occorreva un’idea, un pensiero politico che contrastasse quell’ostacolo che tutti ci ponevano, ”i soldi”.  Tutti erano d’accordo, nessuno era contrario,  però quel “ma” impediva e fermava ogni cosa.

Abbiamo pensato che non era giusto, era troppo facile cancellare i diritti contrapponendoli a un problema economico e abbiamo pensato di affrontare tutto questo in modo diverso.

Siamo partiti dal concetto che le barriere sono un problema sia per chi le subisce che per chi le dovrebbe eliminare ed allora, perché non cercare una soluzione comune, perché non provare ad unire le forze e andare oltre il concetto del contrasto, della richiesta, del reclamo cercando il coinvolgimento, la correlazione?

Questo non vuol dire rinunciare alla contrattazione, siamo e saremo sempre Sindacalisti, ma siamo anche consapevoli che dobbiamo trovare soluzioni che responsabilmente passano anche attraverso un modo diverso di affrontare i problemi e le situazioni.

Questa è la chiave che ha aperto tante porte, fino ad arrivare a quell’accordo importantissimo con il Comune di Bologna che va ben oltre il superamento delle barriere architettoniche, che ovviamente rimane ben presente, ma che sancisce un approccio nuovo e proficuo di affrontare la politica dei diritti.    

Le Barriere

Le barriere architettoniche giocano un ruolo molto importante per quanto riguarda l’uso e la fruizione della città da parte dei cittadini con ridotta o impedita capacità motoria e/o sensoriale, sia essa permanente o temporanea.

La città, nata per rispondere ai bisogni complessivi della comunità, causa possibili barriere architettoniche presenti sul territorio, può infatti rendere difficile, se non impossibile, l’utilizzo degli spazi e dei servizi presenti sul territorio, ma anche l’ambiente domestico può essere fonte di ostacoli e rappresentare grave impedimento alla fruizione di un’efficace vita di relazione, col rischio di determinare isolamento nei soggetti più fragili e/o non autosufficienti qualora non si provveda alla loro rimozione.

Fondamentale risulta pertanto evidenziare le direttive sancite dalla Convenzione ONU sui Diritti delle persone con Disabilità, che impone agli Stati firmatari di tutelare e salvaguardare tutti i diritti umani e le libertà fondamentali delle persone disabili. Inoltre l’Art. 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea stabilisce che l’Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della Comunità.

E’ in quest’ottica che il Gruppo “no-barriere” ha ritenuto necessario, da un lato sensibilizzare le Istituzioni e gli Enti preposti all’adeguamento di aree, servizi aperti al pubblico e mobilità in generale affinché provvedessero a stanziare idonee risorse finanziarie,  ma, dall’altro, ha pensato di rivolgersi direttamente ai soggetti portatori di disabilità con appositi strumenti, quali un “opuscolo” cartaceo ed un sito internet in grado di favorire la conoscenza delle tante norme e delle prerogative di cui gli stessi interessati possano beneficiare, nella consapevolezza che è compito della Società  garantire loro il pieno godimento dei diritti universali.

Il Sito web

Il sito “nobarriere.org” nasce nell’anno 2017 con la collaborazione del Gruppo intersindacale dei Pensionati delle sigle SPI, FNP e UILP. Il sito, dopo essere stato attivo per alcuni anni, contribuendo alla diffusione delle proposte e informazioni utili sulle barriere architettoniche a Bologna, ha cambiato veste. Nasce nel 2021 il nuovo sito http://www.nobarriere.com che contiene informazioni aggiornate, proposte politiche e indicazioni pratiche su come affrontare la tematica della disabilità nella città metropolitana di Bologna.